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Posts Tagged ‘La Storta’

Manifestazione 1° Marzo

La Via Francigena la prendo per la prima volta a La Storta, 20 km a nord di Roma.
Dopo aver passato la giornata di ieri tra litigi con il mac di Celeste per cercare di pubblicare due foto sul blog, manifestazione degli immigrati, purtroppo un quasi fiasco data la scarsa partecipazione e una camminata sul Lungo Tevere fino allo stadio Flaminio, giusto per fare gli stessi chilometri che ci sarebbero stati da Roma a La Storta (tappa poco piacevole, in quanto sarebbe stata quasi tutta in mezzo al traffico) e dopo aver passato la serata a cena da Nathalie (da provare il suo “Tacchino all’Arancia”!) la mattina facciamo tutto di corsa, causa la mia imbranataggine da appena svegliato, ma non del tutto, e arriviamo alla stazione da dove parte il treno per La Storta per un soffio.
Saluto Nathalie e quando arrivo a destinazione sono finalmente sveglio del tutto.
La Storta-Campagnano sarà la prima vera tappa della Via Francigena…o così dovrebbe essere!
Infatti nonostante le due guide, qualche mappa e la bussola di cui sono munito, sbaglio quasi subito strada.
Sarà la prima di una lunga serie di errori. Si sbaglia strada tutti i giorni, anche più di una volta al giorno.
Fino ad Isola Farnese ci arrivo.
Poi guado il torrente Valchetta come previsto.
Quando lo devo guadare per la terza volta capisco che c’è qualcosa che non va.
La cosa positiva di uno che è sottoposto a stress psicologico e fisico allo stesso tempo, è che diventa capace di produrre le cose migliori.
Non parlo di intestino…anche se il risultato è più o meno simile…
Guadando il torrente Valchetta inizio a comporre la prima parte della “Di Vino Commedia”, prossimamente sul vostro blog di fiducia.

Foto di alberi come da guida

Disperso nel parco di Veio chiedo lumi ad un pastore che mi indica per di la dove c’è “Lo Sfalto”.
Io gli dico che “Lo Sfalto” non lo voglio, ma lui insiste che “De quà nun ce sta niente!”.
Così, pur riconoscendo un albero che appare in una foto della mia guida, mi perdo ancora di più e arrivo al fatidico bivio.
Tre lucciole che fanno il primo turno di notte mi offrono “una cavalcata a gratis” e io dico che “No grazie, preferisco andare a piedi” e tiro dritto.
Anzi, dritto mica tanto, perchè il sentiero e tutto a curve e saliscendi.
Arrivo nei pressi di un mulino e anche li inizio a comporre versi di chisciottiana memoria.

Mulino

Componi, componi, quasi calpesto Sutri.
Sutri è un grosso pastore Abruzzese (così m’hanno detto) color sentiero sul quale stavo componendo, pardon…camminando.
Gli stavo passando sopra senza nemmeno vederlo, se non si fosse alzato di colpo non me ne sarei nemmeno accorto.
Ormai è quasi buio.
Cerco un posto dove poter piazzare la tenda e Sutri mi osserva.
Poi si mette a pancia all’aria per farsi dare una grattatina.
Non si chiamerà Sutri fino al giorno dopo, quando pensavo che mi sarebbe venuto dietro almeno fino a Sutri.
All’ inizio volevo chiamarlo Nerone…
Dormo malissimo perchè fa molto freddo ma anche perchè Sutri per vegliare su di me e proteggermi da chissà quale belva feroce, corre avanti e indietro per il bosco abbaiando tutta notte.

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