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Posts Tagged ‘camminare’

Ci ho pensato molto e come sempre mi sono fatto un idea, un po’ folle ma che credo sia quella giusta.

Al di la di quello che uno è quando nasce, geneticamente parlando, quello che può diventare in seguito dipende da infiniti fattori che ne influenzano il pensiero e il modo di agire: l’ambiente in cui si vive, lo stile di vita con il quale si cresce, l’ambito familiare e lo status economico, i rapporti personali e sociali…etc, etc, etc…

Ma una cosa in particolare, mi sento di poter dire, mi ha influenzato fin da piccolo e mi ha reso il camminatore che sono oggi.

Giufà

Anzi più che di una cosa, si tratta di un insieme di figure: gli eroi della mia infanzia, i protagonisti dei cartoni animati, dei telefilms e delle avventure di esploratori e viaggiatori studiate sui libri di scuola.

Tra i primi camminatori che ricordo, di quando proprio ero piccolo piccolo ed iniziavo a leggere, c’erano alcuni dei protagonisti delle Fiabe Italiane di Italo Calvino, che non erano certo il massimo dell’ appeal per un bambino di 6 anni, dato che la raccolta di fiabe consisteva in due grossi volumi con copertina nera rigida, senza nemmeno un illustrazione e con tantissime frasi dialettali allora incomprensibili, oggi ancora meno perchè non si trova più nessuno che parli dialetto e non so a chi chiedere che cacchio significa “Grattula, Beddattula (Dattero, Bel Dattero)”.

Per fortuna c’è wikipedia anche in Siciliano.

Poi ricordo che arrivarono dall’oriente i primi cartoni animati sulla RAI e sulle neonate emittenti private che per vederli dovevi toccare l’antenna con una mano, con il piede tenere su un manico di scopa con in cima lo scolapasta per fare arrivare meglio le onde e ogni tanto spostarsi per sintonizzare meglio la frequenza, e tutto rigorosamente visto a righe che facevano dall’alto al basso per tutta la durata della puntata, una o due righe se andava bene, se no dovevi socchiudere gli occhi per vedere meglio tra le righe…se poi c’erano i puntini, dopo due puntate eri da mandare dall’oculista.

Pepero

Chi non ricorda Dolce Remi, Haidi, Pepero, Riù il ragazzo delle caverne, Tyltyl e Mytyl, Belle e Sebastien?

Era tutta gente che camminava!

Chi sulle Alpi a cercare le erbette speciali per le capre, chi sui Pirenei a far giocare il cane, chi sulle Ande alla ricerca del condor dorato, chi invece si accontentava di andar per boschi alla ricerca di un uccellino azzurro (forse quello del premier?).

Chi era sempre in lotta per la soppravvivenza, a caccia per procurarsi la cena, combattendo tirannosauri e tigri dai denti a sciabola, e chi ballando con la scimmietta e il cane per portare a casa un pezzo di pane.

Oltre ai cartoni Giapponesi, c’erano anche le prime serie tv, come Tarzan e Orzowei, anche loro sempre in giro a piedi (nudi per giunta) per savane e jungle; mai che si prendessero un taxi o un treno e mai un callo o una vescica. Benedetta fiction…

Crazy Kong

Tra la fine degli anni 70 e i primi anni 80 un bambino o un ragazzino tra i 9 e i 14 anni, quando non stava ore davanti alla tv a divorare cartoni Giapponesi, passava le giornate col Commodore 64 oppure in sala giochi, che allora erano le due cose più spaziali che uno potesse sognare.

E ricordo che anche tra i protagonisti dei primi videogames, quasi tutti a scorrimento laterale (e a più livelli o schermi o schemi come si diceva in gergo) c’era sempre qualcuno che doveva camminare una cifra, se non correre, per salvare la principessa o sconfiggere il mosro di turno. Con 200 lire si facevano viaggi fantastici: si camminava tra regni incantati o grattacieli pieni di 007, tra lapidi e cimiteri pullulanti di fantasmi e zombie o nei quartieri malfamati del Bronx.

Zagor

E c’era Mario che correva ovunque, evitando funghi velenosi e lumache tossiche, tutto per salvare sta stronza ingrata della principessa…

Quando si andava dal barbiere del paese, una volta ogni 2/3 mesi per farsi fare lo scalpo, c’era il rito della lettura di Zagor e Tex Willer nell’attesa del proprio turno.

Io speravo sempre che ci fosse il pienone dal barbiere, così potevo leggerne di più e, quando toccava a me, mandavo avanti mio fratello Silvano per cercare di prendere tempo e finire di leggere il fumetto che avevo in mano.

Zagor camminava molto di più, Tex andava spesso a cavallo, ma anche lui ogni tanto rimaneva a piedi in qualche deserto o in qualche jungla e allora vai: chilometri si e meccanici no!

Il Millino di Marco di Polo…

A 14 anni quando terminai la 3° media ero l’unico allievo ad aver letto tutti i libri della biblioteca della scuola, e tra questi ricordo un libro che parlava dei viaggi estremi di Roald Amundsen sui ghiacci polari, i romanzi fantastici di improbabili viaggi in giro per il mondo o al centro della terra di Jules Verne, i Viaggi di Gulliver, l’Iliade e l’Odissea, Il Milione…certo non tutti questi signori giravano a piedi con lo zaino, ma lo spirito avventuriero non gli mancava di certo!

Ken Shiro

Dopo la scuola non smisi di leggere, anzi…diventai talmente vorace di libri che a volte, tornando per la pausa pranzo dal mio primo lavoro come metalmeccanico, mi dimenticavo di mangiare preso com’ero dalle avventure di Marco Polo nel “Viaggiatore” di Gary Jannings e di tutti i protagonisti dei suoi romanzi successivi.

In TV Ken Shiro prese il posto di Pepero, ma la storia anche se con modalità diverse, si ripeteva…camminare, camminare, camminare!

E anche Kwai Chang Caine, il monaco Shaolin interpretato da David Carradine nella serie Kung Fu, tra una dimostrazione di arti marziali e un marchio a fuoco sugli avambracci (procuratosi sollevando un pentolone pieno di polenta che stava cucinando per gli altri monaci) non faceva altro che camminare da un villaggio all’altro alla ricerca di un fratello mai conosciuto.

David Carradine in Kung Fu

Perfino durante la pubblicità, che allora era ancora poca ma di qualità superiore c’era sempre chi camminava. C’erano i pupazzetti Mexicani della Lavazza, c’era Calimero che se ne andava in giro col sacco da vagabondo, poi vennero le chiappe delle Morositas, che non avevano eguali in quanto a camminata.

Ma il camminatore per eccellenza della pubblicità che non dimenticherò mai e che mi ha ispirato più di tutti, Willie Coyote a parte che era più corridore che camminatore, è stato il protagonista della “Linea” di Osvaldo Cavandoli!

Quello si che camminava!

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Cani e genti

Hey hey…

Ero molto impegnato…scusate se sono sparito per un po!

Ho fatto un po di allenamento in questi giorni, camminando in lungo e in largo con mio fratello e il fortunatissimo cane di mia sorella Lucky, come dice anche il nome.

Dico fortunato perché evidentemente il cane si diverte quasi più di me camminando, e non si stanca mai…io invece un po stanchino lo sono…più che altro perché non è tanto facile camminare trascinati da un boxer per 4 ore, attraversando strade, sentieri, campi, colline tutto circondato da centinaia di case, quindi calcolando quasi un cane per casa lascio a voi immaginare che vuol dire per un cane passare attraverso questi luoghi.

Cane estremamente sospettoso

L’istinto è incredibile, se sei un cane non c’è niente da fare: quando qualcuno o un altro cane passa vicino a casa tua, devi mostrargli chi è che comanda da quelle parti!

Una storia infinita…

Oggi siamo andati per una passeggiata. Dopo 15 minuti ho tolto il guinzaglio a Lucky perché ero già stanco di tirarlo per farlo rallentare, e lui come ringraziamento se lanciato all’inseguimento di ogni singolo latrato, odore e scodinzolio nell’arco di un chilometro.

E io dietro a rincorrerlo finché son riuscito a riprenderlo.

Dopo la prima ora abbiamo fatto una sosta di 20 minuti a casa dei miei genitori, per permettere a Lucky di sbafarsi due ciotole di cibo per gatti, senza chiedere permesso ai gatti e due ciotole d’acqua in un batter d’occhio!

Quando dopo “pranzo” si è sdraiato sul pavimento ho pensato che non si sarebbe più mosso e avrei dovuto riortarlo a casa di peso, invece appena gli ho mostrato il guinzaglio, e scattato pronto a ripartire.

Così ci siamo incamminati nuovamente per raggiungere la tappa successiva in poco tempo: alla fine la prima parte della camminata è stata velocizzata dalla fuga di Lucky facendoci percorrere 9 chilometri in 1 ora e 40 minuti, senza contare i 20 minuti di pausa.

Laura & Franca: top service e il caffè più buono del mondo!

Abbiamo incontrato mio fratello al solito bar, ci siamo divisi un paio di panini con Lucky, non riesco a resistergli quando mi fa gli occhioni perché è affamato, e dopo aver bevuto il miglior caffe nell’arco di 1.000 chilometri (Laura è campionessa di gare sulla preparazione del caffé…non sto scherzando, esistono dei campionati di preparazione del caffé!) siamo ripartiti approfittando di un passaggio da Silvano per evitare un tratto di strada pericoloso.

Il "monte" di Capriolo

Abbiamo ricominciato a camminare salendo per la parte vecchia di Capriolo, il paese dove ho vissuto per più di 20 anni, ed ho perfino incontrato un amico lungo il percorso, oltre a ovviamente un ulteriore branco di cani, piccoli e agguerriti…

Abbiamo attraversato campi e vecchi sentieri fino ad Adro, paese d’origine dei miei genitori e li ci siamo fermati per una breve visita alla sorella di Lucky, Keyla.

Non ho mai visto un cane correre tanto…se avessi indossato dei pattini avrei potuto risparmiare energie perché il lavoro l’avrebbe fatto tutto Lucky trascinandomi! Penso gli sia mancata molto sua sorella in questi mesi, sembrava non si vedessero da anni!

Dopo la sosta abbiamo preso la direzione per casa e siamo arrivati coprendo così gli altri 9 chilometri del ritorno in 2 ore senza grossi problemi, a parte Lucky che sbavava perché aveva sete.

Questa giornata mi ha insegnato che: i cani possono camminare all’infinito!

Lo prova il fatto che Lucky, nella vita di tutti i giorni cane da salotto con una prevalenza per la coperta accanto al calorifero che si alza solo per mangiare e fare i suoi bisogni, quando lo metti su una strada è inarrestabile…un bulldozer…avendo dei pattini e tenendo il guinzaglio, ti trascinerebbe ovunque senza problemi.

Ieri al Trentapassi

Un altra cosa che ho imparato oggi è che posso camminare per 18 chilometri senza troppi problemi…di solito cammino molto, ma sono più abituato alla montagna che alla pianura, quindi il test di oggi, dopo che ieri appunto avevamo fatto una gita sulla neve in montagna, anche quella senza problemi tranne un fastidioso raffreddore, conferma quanto sospettavo già…non sono ancora da buttar via!

Considerando poi il ritmo sostenuto per colpa di Lucky che mi ha trascinato per tutto il tempo, quando sarò in viaggio dovrei riuscire a rallentare e dosare meglio le forze, non c’è fretta!

L’ultima cosa che ho imparato è che i cani e le persone hanno una cosa in comune:I cani abbaiano se un estraneo gli passa accanto, la gente non lo fa, solo perché non sa abbaiare, ma a parte quelle poche facce sorridenti che si possono incontrare in una camminata di 20 chilometri, la maggior parte delle persone abbaia con lo sguardo.

Lo so, niente di nuovo! Lo sappiamo già…però devo sempre re-imparare questa cosa: ogni volta che me ne vado a far una passeggiata nei posti dove ho trascorso l’infanzia incontro gente così diffidente, anche se saluti e cerchi di mostrare tutte le tue buone intenzioni.

Facciamo parte di una società che ha paura di tutto e di tutti quelli che non conosce.

Qualche volta hanno paura del cane (che non farebbe male ad una mosca) altre volte di me…e altre volte di entrambi.

Camminare è talmente caduto in disuso da queste parti, che la gente ne è insospettita e impaurita!

Forse dovrei tagliarmi barba e capelli?

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