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Io e Ruggi al C.S. 28 Maggio

Certe volte è proprio difficile compiere 40 anni…

Non so…non capita spesso, anzi…

A me è capitato!
Com’è stato?
Beh…direi abbastanza difficile!

Bus del Zio

Per la prima parte niente di complicato: sono uscito Sabato sera con l’amico Ruggi che è passato a prendermi con Cobra e siamo andati al C.S. 28 Maggio dove era in programma l’esibizione di tre gruppi da pogo. Abbiamo assistito solo al concerto delle prime due bands, ma date le mie condizioni fisiche da 40enne, ho preferito apprezzare da seduto, tranne nella seconda parte della performance dei Catalani Answer per i quali ho dovuto perlomeno stare in piedi…anche a 40 anni certe cose fanno ancora effetto!
Se Cesare fosse stato li con me avremmo pogato di certo!
L’ho già fatto quando ero giovane io, con i Nirvana e avendo due costole rotte! Cosa vuoi che sia pogare con un dolorino muscolare…però sapendo (o così credevo) quel che mi aspettava il giorno dopo, ho preferito stare buono e non fare il cretino.
Anyway, la mezzanotte è sgusciata da dietro la colonna che nascondeva l’orologio appeso sopra alla cassa e sono diventato ufficialmente 40enne!
Non me ne sono nemmeno accorto…pensavo ad un qualcosa di strano, che ne so, una scossa…un fremito, un capello grigio in più…i primi a farmi gli auguri sono stati Alice e Ruggi, combinazione due tra i primi in assoluto tra tutti gli amici che vennero a trovarmi quando vivevo a Dublino! Mi succede di continuo, collego eventi odierni a cose che ho vissuto in Irlanda…devo essere homesick!
Dopo il concertino siamo andati a farci un panozzo ad un chiosco li vicino e poi via a nanna.
Prima parte di compleanno tutto sommato tranquilla.
La mattina seguente mi aspettava un avventura di quelle toste!
Alle 8 e mezza sono passati a prendermi Ennio e Sara del Gruppo Speleo Montorfano, abbiamo raggiunto Sly a Paratico e via in direzione Bus del Zio.
Il Bus del Zio è una grotta scoperta recentemente dai ragazzi e hanno pensato bene di portarmici per festeggiare i miei primi 40 anni…hi hi hi…
Hanno rischiato di essere anche gli ultimi!
La giornata era freddina, come è giusto che sia in pieno inverno in montagna…ci siamo vestiti, abbiamo messo imbraghi e attrezzatura, abbiamo percorso il tratto di bosco in salita fino all’ingresso e siamo entrati.

Io ben 5 anni dopo l’ultima volta che avevo visto la terra da sotto!
All’inizio tutto bene, siamo scesi, abbiamo scattato alcune foto e nonostante avessi qualche problema con l’imbrago che mi massacrava letteralmente i coglioni (o son dimagrito io o s’è allargato l’imbrago) un po alla volta si sono assestati imbrago ed imbragati e così abbiamo proseguito fino sul fondo.
Dopo pranzo, abbiamo provato a scavare un po dove era già iniziata la ricerca di un proseguimento del pozzo, ma il freddo, e sopratutto il fatto che eravamo già fradici ci ha fatto desistere quasi subito.
Abbiamo iniziato la risalita, e li sono iniziati i problemi, almeno per me.
L’imbrago mi faceva sempre male, nonostante i vari tentativi di sistemarlo, cosa quasi impossibile dato il fango che lo ricopriva e rendeva impossibile ogni ulteriore regolazione, e come se non bastasse dopo il primo frazionamento il mio Kroll non ne voleva più sapere di aprirsi!
I primi tre frazionamenti sono stati un incubo: appeso ad una corda, tremante di freddo, umido, pieno di fango, dolorante, stranamente ovunque tranne che per una delle costole che mi sarei aspettato!

Almeno 30 minuti che mi sono costati tutte le energie che avevo. Da li in poi non so da dove le ho pescate, ma sono riuscito ad andare avanti, canticchiando per risollevarmi il morale, e smettendo di volta in volta per riprendere fiato, per poi ricominciare a cantare…della serie canta che ti passa…più che altro i suoni gutturali che emettevo, rimbombando con l’eco cavernicolo, coprivano il suono improbabile delle ingiurie che pensavo ad ogni movimento che mi faceva venire a contatto con la tuta fradicia o il rumore delle ginocchia che scricchiolavano…o forse non erano le ginocchia…vabbè…
Devo dire che quando finalmente abbiamo raggiunto l’uscita, nonostante fossi felice di essere alla fine del supplizio, l’aria gelida che fischiava da fuori mi faceva venire dei dubbi, non sapevo quale fosse il modo migliore per soffrire: rimanere li a morire assiderato, lentamente, oppure uscire e morire assiderato comunque, ma istantaneamente!
Beh, siamo usciti…mica potevamo rimanere li…e siamo arrivati alla macchina tremando e imprecando contro tutto e tutti…o forse ero solo io…e ci siamo cambiati che ci saranno stati almeno 10° sotto zero, o forse me lo sono immaginato.
Io non so gli altri, ma togliersi l’imbrago, la tuta infangata, i vestiti fradici, rimanere in mutande, e vedere i vestiti appena tolti congelarsi sotto il tuo naso…Ci avrò messo mezz’ora ed è stato uno dei momenti di sofferenza più atroci di tutta la mia vita…infatti…40 anni…e mi son detto: ma cazzo!

Speleologi felici Ignari di ciò che li aspetta

Dovevi arrivare a 40 anni per fare ‘ste cazzate!
E mi sono anche risposto…
Ah…per la cronaca, eravamo anche in ritardo sulla tabella di marcia e quindi sono arrivato tardi alla festicciola di compleanno che i parenti avevano organizzato a casa mia…sorry!
Non succederà più!

…che decida di passare il giorno del mio 40° compleanno in grotta!
Però poi ripensandoci bene, è proprio bella la Speleologia!
Quando sei in grotta continui a chiederti chi te la fatto fare di andare ad infilarti in un buco, stretto, buio, sporco e umido e quando sei fuori dalla grotta non vedi l’ora di tornarci…certo, magari quando fa un po più caldo!



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