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Archive for the ‘POSTeriore’ Category

25 km a piedi

Quando fingo di svegliarmi da una notte insonne, fa un freddo cane…infatti anche Sutri che per l’appunto è un cane, è pienamente d’accordo.

Smonto la tenda con le mani congelate e tagliando per campi e scavalcando filo spinato e rovi recupero la posizione avvicinandomi a Campagnano.

Appena uscita dalla parrucchiera

E’ durante uno di questi sconfinamenti che semino Sutri.

Devo per forza passare al di la di un cancello enorme e quando ci riesco, Sutri rimane dall’altra parte e mi guarda.

Mi vien da piangere ma evito di girarmi a guardarlo una seconda volta e tiro dritto.

Meglio così: sarebbe stato impossibile proseguire con un cane randagio e comunque senza documenti.

I carabinieri mi fermano già da se sono da solo, figuriamoci se dovessi avere un cane senza guinzaglio e che per giunta non si sa a chi appartiene…

La tappa di oggi, Campagnano-Sutri doveva inanzitutto essere facile e piacevole e poi doveva chiamarsi così, Campagnano-Sutri e non Cesano-Nepi come poi avverrà…

Ma si, un po di flessibilità che sarà mai…

Prima parte  di tappa tutto ok. Dopo una breve visita a Campagnano, molto carino il centro storico, anche il sentiero che inizia appena fuori il paese è bellissimo, immerso nella natura del parco di Veio, tra pecore e cavalli, anche se si sentono i rombi di motore che provengono dal vicino autodromo di Vallelunga, che sembra mi debba sbucare un Honda da dietro i cespugli da un momento all’altro.

Cascate di Montegelato

Poi la prima sorpresa: quando arrivo alle cascate di Montegelato, dove c’è un sentiero che vorrei percorrere e che è segnalato da almeno 10 chilometri, scopro che il sentiero è dentro ad una proprietà privata.

Io che ho un amico detto “Passpartout” scavalco tutto comunque, quindi riesco a ritrovare la traccia del sentiero dietro alla villa-ristorante-proprietà privata-sticazzi, e tiro avanti.

Con un occhio alle bellissime cascate e l’altro al filo spinato tirato ovunque, ai rovi e agli alberi abbattuti un po lungo tutto il percorso, per impedire alla gente di passarci, proseguo incazzato ma felice.

Passata l’avventura, rischiando anche di graffiare i miei pantaloni hi-tech con il filo spinato, con tutto quello che c’è sotto ai pantaloni, che di hi-tech c’ha ben poco, dopo un breve spuntino accanto al fiume, ritrovo la strada principale e mi dirigo verso il laghetto di Monterosi.

Quando arrivo li c’è una giovane coppia che sta raccogliendo legna; chiedo informazioni per la cassia vecchia e riprendo a camminare, un po in ritardo sulla tabella di marcia.

Laghetto di Monterosi

La cassia vecchia dura poco e ahimè mi ritrovo su quella nuova che oramai odio solo a sentirla nominare.

Infatti come dice il proverbio “Chi lascia la Cassia Vecchia per la Nuova, non sa quello che trova!”

Come se non bastasse inizia a piovere e quando capisco che non riuscirò a raggiungere Sutri prima che faccia buio, (causa anche quegli stronzi che non sanno contare e che hanno messo cartelli con chilometraggio crescente, mano a mano che ci si avvicina a Sutri…imbecilli! L’8 chilometri va prima del 6 se vai verso Sutri!!!) dicevo…rischiando di essere investito ogni volta che passa un tir, decido di buttarmi in un canneto e mettere in pratica gli insegnamenti del vecchio Gryll Bear (quello di Discovery Channel che mangia i lombrichi e si fa la brandina sui cacti) (Plurale di cactus).

Solo che qualcosa dev’essermi sfuggito, perchè il mio giaciglio a prova di Vajont, fa acqua da tutte le parti, e ci passano perfino sopra le nutrie.

Quando fingo di svegliarmi (sempre per la fiction) sono fradicio, mi sarei bagnato di meno dormendo direttamente nel ruscello.

Raggiungo Sutri strisciando e quando entro in piazza la gente si sposta come se stesse passando un lebbroso, e quando entro alla proloco e mi vedo riflesso nel vetro dell’ufficio, capisco la reazione della gente: sembro un mix tra il mostro della laguna e un cane randagio con i miei vestiti!

Basolato sulla vecchia Via Cassia

Dopo aver ottenuto l’indirizzo di un bed and breakfast, ci vado in 2 secondi, fortunatamente alla porta accanto.

Entro e la signora mi sistema in soffitta per la modica somma di 40 euro, ridotti tempestivamente a 30 dopo che recito la mia orazione giornaliera a voce alta tutta dun fiato e cambiando qualche aggettivo qua e la…

Mi fornisce di phon per asciugarmi capelli e i vestiti e mi prepara una colazione talmente abbondante che costituirà anche il mio pranzo e cena per i prossimi 3 giorni.

A Sutri dormo tutto il giorno e asciugo le cose.

Il giorno dopo sono rinato e pronto a ripartire: destinazione Viterbo…doveva essere Vetralla, ma oramai, dopo poche tappe, ho già capito che non si arriva mai dove si vuole, vicino si…ma non dove si vuole…

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Come preannunciato nel post di ieri sera, sono tornato in miniera!

Ancora memore del freddo sofferto nella “grotta di compleanno”, e sopratutto fuori, mi ero imposto di lasciar perdere grotte e miniere, almeno fino a che fosse tornato il caldo…e invece ci sono già ricascato una volta, e poi una seconda volta domenica scorsa!

Ma si, tanto poi tra pochi giorni parto e non ci casco più, se proprio dovrò patire il freddo e l’umidità, lo farò all’aria aperta per i prossimi 5 mesi.

Bati, Bjorn, me and Patrick..still sober!

Nel frattempo, cioè dall’ultimo post ad ora, sono anche uscito di casa non solo per andare in miniera!

Ho varcato la soglia di casa più volte durante l’ultima settimana di quanto avessi fatto nell’ultimo mese, complici amici ritrovati dopo secoli, e serate musicali più frequenti del solito…come dice la canzone su e giù per la Val Camonica.

Beh, a voler vedere bene, direi che la vita che il sottoscritto potrebbe fare in Italia sarebbe abbastanza monotona, se non fosse per quelle distrazioni occasionali consistenti in esplorazioni di cavità sotterranee o frequentazioni di luoghi dove bazzicano musicisti…

Che ci sia un nesso tra i due passatempi?

Durante una di queste serate musicali, oltre ad ubriacarmi a dismisura (non reggo più la birra come facevo a Dublino…e dalle foto si capisce) mi sono auto-invitato inconsapevolmente a casa di Ale e Lara , che oltre ad avermi ospitato ed essersi presi cura di me che mi trovavo in uno stato quasi comatoso, mi hanno anche mostrato il giorno dopo, quando mi son ripreso dal coma, l’anteprima di “The Miss Kiss“, privilegio che spetta solo ai “tecnici” che hanno contribuito alle riprese del video-clip.

Silvano ci fa le corna! Da sx a dx Cesare, Boris ed io

Attenzione: il video è una bomba!

Il disco uscirà ufficialmente quando io sarò già per strada, grosso modo a Pavia. Mi piacerebbe un giorno svegliarmi da uno degli innumerevoli Couchsurfers che mi ospiteranno lungo il percorso, e mentre si fa colazione, sentire il Dj che annuncia in radio il brano “The Miss Kiss” di Boris Savoldelli (qui a lato tra Cesare e me)…apoteosi!!!

La mia reazione alla notizia sarebbe paragonabile a quella di un tifoso di calcio quando la sua squadra vince il campionato, solo con motivazioni più logiche… correrei fuori ad esultare come un forsennato!

Chiudo la parentesi tornando alla miniera…e ancora mi sfugge il nesso tra le cavità sotterranee e la musica…

Comunque…menomale che domenica non è stata un altra giornata sottozero!

Siamo partiti  verso le 8 e mezza, abbiamo raggiunto la località a monte della miniera dove, dopo aver chiesto il permesso al proprietario di una cascina, abbiamo parcheggiato nel cortile e poi giù…dopo 10 minuti di sentiero, ecco l’ingresso della miniera.

Siamo entrati e dopo un primo tratto abbastanza dritto e monotono abbiamo iniziato ad incontrare i primi tratti di parete concrezionata (foto in basso a dx).

Minatori per hobby

Dopo aver scattato un po di foto abbiamo proseguito per la nostra meta che era la ricerca di un ramo superiore della miniera, che esiste sulle mappe, ma che nessuno dai tempi della frana che ha bloccato tutti gli altri ingressi a monte è più riuscito a vedere.

Arrivati in fondo, il nostro Franchino, che non lo ferma nessuno, ha iniziato ad armare una risalita arrampicandosi come un gatto e nel frattempo, mentre  gli altri gli facevano assistenza, io ho iniziato ad esplorare tutti gli altri rami della miniera, in lungo e in largo…l’avrò ripercorsa tutta almeno 3 volte.

Il ramo principale è più di un chilometro di lunghezza, quindi ora capisco il dolore ai miei polpacci… ma se devo camminare per i prossimi 5 mesi, un po di allenamento non guasta!

Concrezioni e piccole stalattiti

Abbiamo esplorato l’esplorabile alla ricerca di un altro eventuale passaggio segreto ai passaggi superiori ed abbiamo scattato innumerevoli foto.

Alla fine siamo usciti dopo essere rimasti “sottoterra” per oltre 8 ore, mentre tre di noi sono rimasti per cercare di risalire un imbocco dal quale scendeva molta acqua, noi ci siamo avviati lentamente al parcheggio per evitare di prendere freddo, anche se la giornata era stata abbastanza tiepida, appena diventa buio tutto si congela all’istante da queste parti, arti compresi.

Arrivati alla cascina, la moglie del contadino ci viene incontro dicendoci “Mi spiace ragazzi, ma ho visto che non uscivate più ed ho avvertito i carabinieri!”

E così dopo 10 minuti eravamo tutti seduti dentro, speleologi, carabinieri, proprietari della cascina e famigliari e amici vari, con la tavola piena di pane, salame, formaggi, vino, caffè con la grappa a parlare di miniere, minerali e minatori, anziani del luogo, formaggi e salumi, vita a Dublino e nelle valli camune e così via, come se si fosse trattato di un ritrovo di vecchi compagni di merende.

Che dire…se fosse sempre così, mi darei per disperso più spesso!

Abbiamo ringraziato e dopo esserci cambiati siamo ridiscesi a valle, stanchi ma felici.

Il nesso tra la musica e i luoghi sotterranei però…ancora non mi viene…troppo preso dagli eventi per pensarci!

Foto di Gianpiero Zanelli e Marco “Renton” Gnaffini

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