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Dedicata ai fagiani e al loro volo.
Chi intende “in tenda”!
This is the end
This is the end…questa è la fine che si merita la pioggia contro l’asfalto viscido di Neubaugasse, dell’azzurro che si è perso dove il suono dei satiri arriva distorto.
Scalpitio.
Disarmonico.
Persone surreali, anime distorte, vagabondi dell’etere, fabbriche di cioccolata, vertigo e pizza con la mostarda, accozzaglia di sapori e di pensieri, quando potrò assaporare tutto questo di nuovo?
Perché nessuno mi aveva avvertito?
Chi è che mi ha chiuso davanti le porte dell’antico caffè, dove potrò ritrovare l’entusiasmo per le cose che furono? Show me the way for the next whiskey bar!
La vodka si merita di finire in un mix tropicale!
Quanti sorrisi disarmanti, quante tavolozze ha usato chi ha dipinto quella strada del mercato?
Spuntano seni da armadi e scheletri dal passato, canti dall’anima e rutti dall’immondo…
Sorrisi dalla dea dell’amore…
…quando la musica finirà spegni la luce per favore e finisci quella cazzo di vodka e annega le tue passioni e dimentica ciò che ti attende, non pensare al lavoro, pensa a ridere, non aspettare che riemerga il sole dalla grigia apnea, non credere che sia davvero la fine, ricomincia sempre anche se non vuoi!
Anneghiamo in un mare di suoni, i pioppi non hanno una lunga speranza di vivere, ogni serpente ha una testa e una coda, eppure vive.
Ogni cosa ha una sua ragione di essere, ed io attendo perché si manifesti, nel suo splendore, voglio armonie e luci di stelle, voglio che tu torni, voglio che la fine sia solo delle cose e non delle anime, voglio che sia lecito volere, ma guai ai bastardi che stanno in fila al botteghino e ti riprendono se sbagli a fare la fila, guai a chi interrompe la più disarmonica delle armonie, il più sentito dei sentimenti, la più semplice delle parole…
Dei e non “die”.
Questa è veramente la fine?
Anche la tecnologia alla fine si adegua al cuore, anche gli uccelli cercano un armonia, anche il fagiano morirà da sol.
Nota bene, nota male.
Solo l’impegno rimane, solo chi ha provato sa cosa vuol dire, chiveau a veau!!!
Buonanotte ai suonatori e alla notte, suoni dalla memoria e dall’ano, accordi dalla stanza di Bert, e acquaplaning nell’altra stanza, questo è quello che sento, nessuno può ripeterlo!
Sfumate…
Per favore…
Tutto si è affievolito…
Cos’è questo sapore di guava e questa voce che mi chiama?
———-25-09-04———-
14 a Rückertgasse, Vienna
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Reprise
Così è iniziato tutto!
Con nubi color panna e un muro di montagne sacre, e (un) sacrilego canto che nega il sonno agli dei.
Adoni dorati e bronzei percuotono la pelle e mostrano\le/nudità, si ergono campanili e si curvano i lampioni mentre danza sugli spruzzi colui che ha i piedi scalzi.
Tra luci spente, mondo cinereo, squarci sull’ipogeo, elmi dorati e primavere fuori stagione egli si maschera, emula pose e atteggiamenti, s’accompagna con chi ha lacere le vesti.
Giallo/. Sullo sfondo pere mature e curve statuarie preludono a futili litigi e stupidi preconcetti.
Che tempi signore e signori!!
Kiveau!
Pochi spiccioli per i suonatori.
Poveri merci sulle bancarelle.
Ma ricca eè l’atmosfera che si respira, e i pastori e i suonatori banchetteranno con l’Arabo e danzeranno con i mercanti.
Suck my dick!
Cartelli gialli e falliche cupole e arpie.
riSuonano lame e timidi tamburi, vola un palloncino bianco mentre si **** *** cerca l’occasione della vita.
All’improvviso una rosa annebbiata e le luci di Wilhelminestrasse, poi ancora suoni, vizi, alcool.
Piccanti banchetti.
Le facce sconvolte e i glutei scoperti, e un rosa tenue che avvolge tutto e tutti.
Ah! le bellezze mitteleuropee, Alexandra, e un satiro sognante.
L’oro e il celeste, il fermo e il passante.
E l’oro si incupisce, i cavalieri del tempo e i sudditi del ras vanno verso il tramonto.
Madame Rasper Kiveau?
Perché dormi?
Non c’è etichetta e i suoni volgono al termine, è un eco di vuoti dissestati e tornano le nubi rancide.
Il resto è tramonto, scuro, mosso, donne sconosciute e ombre note, il comandante e un balcone sfuocato, luci che fuggono e sorrisi di sbieco, attimi fuggenti e monumenti giallo-verdi.
La luna e ancora nubi.
E’ un ricordo!
—qualche giorno dopo —
14 a Rückertgasse, Vienna
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Filastrocca delle 3 e 32
Terre che piangono,
uomini che tremano!
Il rombo di tuono,
che viene, che scuote,
che va.
LA, QUI, LA…
Poi grida di dolore e
lacrime di caimani
e i coccodrilli ridono
e si fregano le mani
felici, “castelli di sabbia!”
Non serve la rabbia
ancora una volta
l’Italia s’è desta
ma non per far festa!
Non c’è la vittoria,
c’è solo l’amaro,
la polvere e basta.
Nemmeno è iniziato
e già levan le tende
e il circo trasloca.
Dall’etere, s’apprende:
c’è il prossimo spettacolo,
dove gli acuti acrobati
e i mercanti del miracolo,
tra le miserie altrui
e quelle che hanno dentro
potran reciprocamente
scambiarsi fame e cemento.
E dove c’era il circo
la gente guarda e pensa:
“Passati gli avvoltoi
non cresce neanche l’erba,
solo qua e la spuntano
cubi color merda”
E l’asino imB-r@glia
di 100 fili d’erba
per ogni ramo o f@glia.
Tutto avanza nel fra “tempo”
e muti ricordiamo che
lontano è ormai il momento,
la terra più non piange!
Ma l’uomo trema ancora
il gelo dice che sono
le 3 e 32 tuttora.
—23-01-2010—
Zocco di Erbusco
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Sentita dire.
“Certo che se fossero sempre così congelati, i lucchetti salterebbero prima: due colpi con punta e mazzetta!”
Chi l’ha detto?
A: Un carcerato al suo compagno di cella durante l’evasione da una prigione in Siberia, molto probabilmente aspettando un periodo freddo dell’anno, cioè sempre, per far si che il lucchetto fosse congelato quindi più facile da scassinare.
B: Un muratore Brianzolo al suo manovale, il mattino presto, dopo aver passato la notte in cantiere dove è stato rinchiuso per sbaglio dal geometra che non s’era accorto, come sempre, della sua presenza.
C: Speleologo ai suoi compagni d’avventura, dopo aver forzato l’ingresso di un acquedotto per esplorarlo, spacciandosi con gli abitanti del luogo come membro del Real Corpo della Polizia Mineraria.
29 Gennaio 2010
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Dedicata a te
Gioielli Ritrovati
Dietro le foglie ubriache
di giochi d’ombra e luce
le trecce lunghe ondeggiano:
la il fato mi riconduce!
Ricordi di anni or sono,
di ormai inoltrate estati
di musica e vendemmie
e voci e soli e prati.
Ridevano le vigne
di un gioco senza senso!
L’insofferenza dentro,
l’anarchico dissenso,
cresceva come il grappolo
di un dolce frutto, beato
Cogliamo tutti l’attimo
che mai sarà sfruttato!
Passano gli anni e gli attimi
e invecchia anche il dio Bacco
che al bel veder danzava
al suono d’almanacco.
Scavando nei meandri
di un tempo antico e intenso
ritrovi chi diceva
Io…Io taglio e penso!
Riscopri che i gioielli
non furon mai rubati
le storie, i mondi, i filosofi
e gli ardori sotterrati.
La rivoluzione e il viaggio
ormai s’hanno da fare!
Non servon coraggio e forza
ma andare, e con templare!
Mercoledì 10 Febbraio 2010
Zocco d’Erbusco
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La Divino Commedia
Nel mezzo del cammin per Campagnano
mi ritrovai per una selva oscura
ché la diritta via cercavo invano.
Ahi quanto a dir qual’era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel road book non c’era: che paura!
Tant’è amara che poco è più morte;
ma per cercar la strada che non trovai
dirò dell’altre cose ch’i vo scorte.
Io non so ben ridir com’ i’ v’ intrai
tant’era pien di rovi a questo punto
che la verace via abbandonai.
Ma poi ch’i fui al piè di un colle giunto,
la dove terminava quella valle
che m’avea di spine il culo punto,
guardai in alto e vidi la statale
percorsa già de raggi del ciclista
che mena dritto altrui per ogni calle.
Allor fu la puntura un poco cheta
che nel lato del cul s’era infilata
la spina ch’i passai con tanta freta.
E come quei che con lena affannata
uscito dal cespuglio sul sentiero
si volge a la flora perigliosa e ingrata,
così l’animo mio, ma ancor più il culo
si volse a retro a rimirar lo passo
ed esclamai Francigenaffanculo!
Sutri 04-03-2010
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Manifesto del Partito Camminista
Uno spettro s’aggira per l’Europa, in particolare in Italia sulla Via Salaria e sulla Via Cassia, lo spettro del camminismo.
Tutte le potenze motorizzate della vecchia Europa si sono alleate in una santa battuta di caccia contro questo spettro: Suv e tir, Mercedes e Peugeot, monovolume Francesi e furgoncini Tedeschi.
Quale pedone contromano non è stato tacciato di camminismo dai provenienti dal senso opposto; qual partito motorizzato non ha rilanciato l’infamante accusa di camminismo tanto sugli uomini che procedono a piedi, quanto sui propri avversari motorizzati quando procedono lentamente?
Da questo fatto scaturiscono due specie di conclusioni.
Il camminismo è di già riconosciuto come potenza da tutte le potenze europee.
È ormai tempo che i camministi espongano apertamente in faccia a tutto il mondo il loro modo di vedere, i loro fini, le loro tendenze, e che contrappongano alla favola dello spettro del camminismo un manifesto di chi è partito presto.
A questo scopo si sono riuniti a L’Aquila i camministi delle nazionalità più diverse e hanno redatto il seguente manifesto che viene pubblicato in Inglese, Francese, Tedesco, Italiano, Fiammingo e Danese.
PS: Tutti i camministi però daranno forfait al momento del via, uno solo partirà e porterà lo spettro del camminismo sulle strade piu trafficate del mondo.
Camministi di tutti i paesi, unitevi!
























Il buon vino invecchia e diventa sempre più “maturo”e prezioso. Se poi in botte diventa tanninico e si fonde con note e sfumature inconfondibili alla natura del legno diventando ancor più corposo…saggio oserei dire… Ma prima o poi dovrà uscire da quel riposo necessario e fluire per essere assaporato …iniziare il suo viaggio…. perdendosi e spargendosi nell’altro….
non nobis sed….nomine tuo gloriam….
grazie per avermi commossa e mossa….
Grande Franci!
Volenti o nolenti, siamo ciò che siamo anche per merito o per colpa di chi ci sta attorno, proprio come il vino con la botte.
Tu hai lasciato una traccia molto importante, che si può riassumere in tre parole: “Taglio e penso!”
Al di la dell’ironia e della frase in se, il tuo messaggio subliminale ha colpito nel segno.
Io da allora ho continuato a tagliare, ma ne ho pensate più di quanto facessi prima!
Grazie mille a te!
E dunque, buon movimento e buon pensare!
PS: Caso mai non l’avessi notato (ma ne dubito), il sottotitolo del blog è “Viaggi celebrali e pensieri bipedi”
[...] “Manifesto del Partito Camminista” Antrodoco 45.602512 9.943267 [...]
[...] Parto vestito da ghiacciolo e mi sciolgo quasi subito quando vado in ebollizione per attraversare un mare di rovi che mi farà comporre altri versi della Di Vino Commedia (già sul vostro blog preferito, in basso a sinistra nella sezione “In basso a Destra: pensieri messi all angolo…chiaro no? vabbè…ecco il link) [...]